Buongiorno miei cari lettori đź’Ś
Oggi 2 febbraio è il mio turno nel blog tour organizzato dalla CE Errekappa edizioni per il romanzo “Fuga dall’illusione”
In cosa consiste questa seconda tappa? Di seguito vi lascerò una breve intervista all’autore, Brian Rubenstein!
Direi di non perderci in chiacchiere, buona lettura!

Ciao Brian, parlaci di te.
Sono Brian Rubenstein, laureato presso la Cass Business School e ho conseguito un Master in Psicoterapia, a lungo ho vissuto in Sud Africa e di ritorno in Inghilterra insieme a mia moglie Terry Rubenstein e ai nostri figli, ora sono sei (uno per ogni maratona di Londra che ho completato!), ho trascorso oltre dieci anni in ruoli senior nel settore non profit e ho anche lavorato per alcuni anni come consulente presso un istituto finanziario FTSE 100 nella City di Londra. Questo background mi ha preparato bene per il compito attuale, ho  avviato insieme a mia moglie un ente di beneficenza dedicato al raggiungimento di un cambiamento trasformativo nel campo della salute mentale e della resilienza, chiamato I-heart. Terry si occupa della formazione io della parte finanziaria.
Come è nata la tua voglia di scrivere?
La mia grande passione per la scrittura esiste da sempre ed è riuscita a trasformarsi in opere concrete: sono coautore di cinque libri pubblicati insieme a Terry, tra cui Fuga dall’Illusione, un romanzo per adolescenti sulla scoperta del vero superpotere che esiste dentro noi tutti, anche nelle circostanze più difficili.
Quali sono le tue fonti di ispirazione? Parti da esperienze reali o dalla tua immaginazione? In altre parole, quali sono per te le influenze fra scrittura e vita?
Le mie fonti di ispirazione sono le storie di vita delle persone che aiutiamo quotidianamente con la nostra no-profit, le vite stesse dei nostri figli, mia e di mia moglie e gli insegnamenti sui Tre Principi che abbiamo imparato a partire da Sydney Banks a tutti gli altri insegnanti. Ho voluto ricordarli scherzosamente nel libro Fuga dall’Illusione utilizzando i loro nomi per nominare i personaggi del romanzo.
Quando e com’è nata l’idea di scrivere “Fuga dall’illusione”?
La nostra no profit lavora con i ragazzi e per loro i saggi sono noiosi, hanno bisogno di leggere storie vere, di ragazzi come loro; di divertirsi e di immedesimarsi. Compreso questo, il passo per arrivare a scrivere un romanzo il cui protagonista è un ragazzo in una situazione complicata è stato breve.
Le figure che nel corso della storia vanno in soccorso di Evan sono una metafora della grande varietà di fonti di insegnamento che effettivamente abbiamo a disposizione durante la nostra vita, possiamo comprendere meglio come funziona la nostra esperienza grazie alla saggezza che è in ogni essere umano, quindi l’aiuto può veramente arrivarci da chiunque, quando siamo disposti ad ascoltare.
Cosa speri di trasmettere ai lettori del tuo libro?
Spero che i lettori possano comprendere che al di là del loro pensiero, c’è molto altro. Spero che possano darsi una possibilità e che possano iniziare ad ascoltare maggiormente la loro saggezza, ad avere fiducia nella loro capacità di resilienza. Spero che possano prendere meno sul serio i loro pensieri agitati e scoprire che le emozioni non sono verità assolute, ma sono solo un termometro che ci aiutano a capire quanto è affidabile il nostro pensiero di momento in momento.
So che hai molto a cuore l’associazione Iheart che hai fondato con tua moglie. Avresti voglia di parlarcene un po’?
I heart è un’associazione no profit che si occupa di portare programmi pensati e studiati per genitori e per ragazzi in tutti i luoghi in cui possa essere di aiuto, scuole, circoli sportivi, comunità . Formiamo dei facilitatori e insieme alle istituzioni progettiamo dei percorsi per aiutare i ragazzi a scoprire la loro resilienza e a comprendere che hanno tutto ciò di cui hanno bisogno dentro di loro.
Eccoci alla fine!
Grazie per essere stati con me fino alla fine.
Vi ricordo che il 12 febbraio ci sarĂ la recensione, quindi restate connessi!
Al prossimo articolo, un bacio 🤍