Recensione “Loki. Il giovane dio dell’inganno” 💚

«Sei già il cattivo nelle storie di tutti, Loki. Perché non inizi a interpretare la tua parte?» 💚

Trama: Non è ancora giunto il momento di misurarsi con gli Avengers: per ora il giovane Loki è impegnato al massimo delle sue forze per dimostrarsi eroico, mentre tutti intorno a lui lo ritengono inadeguato. Tutti tranne Amora, l’apprendista maga, che sente Loki come uno spirito affine e riesce a vedere la sua parte migliore. È l’unica che apprezzi la magia e la conoscenza.
Un giorno però Loki e Amora causano la distruzione di uno degli oggetti magici più potenti conservati ad Asgard e lei viene esiliata su un pianeta dove i suoi poteri svaniscono. Privato dell’unica persona che abbia visto la sua magia come un dono piuttosto che una minaccia, Loki scivola sempre più nell’ombra di suo fratello Thor.
Ma quando tracce di magia vengono ritrovate sulla Terra e messe in relazione con alcuni omicidi, Odino manderà proprio Loki a scoprire cos’è successo. Mentre si infiltra nella Londra del diciannovesimo secolo, la città di Jack lo Squartatore, Loki intraprenderà una ricerca che va oltre la caccia a un assassino. E finirà per scoprire la fonte del proprio potere e quale sarà il suo destino.

Recensione: Sapete quanto io ami il personaggio di Loki, giusto?
Sapete è che è il mio preferito, no?

Prima di leggere questa storia non avevo troppe aspettative, ed è stato meglio così!
Perché sinceramente, a livello di trama, non mi ha entusiasmato 🥺

Ma c’è una cosa che mi ha fatto apprezzare questo libro, ovvero la parte psicologica di Loki, la sua crescita e il suo rendersi consapevole.

Siamo sempre stati abituati a vedere i “cattivi” come tali.
Tendiamo, spesso, ad avvicinarci agli eroi, ai “buoni”.
Ma molte volte ci si rende conto di quanto ci sia dietro l’apparenza, di quanto ci sia dietro la maschera da cattivo.

Perché leggendo questa storia ci si rende veramente conto di come Loki sia diventato ciò che è.
Si è in grado di capirlo.
Di capire PERCHÉ.

Sempre messo in secondo piano.
Sempre all’ombra del fratello.
Sempre inadeguato.
Sempre visto in malo modo.
Tutti pensano di conoscerlo, ma nessuno sa chi è davvero.

Ed è questa la cosa che ho più apprezzato di questa storia.
Perché qui si viene a conoscenza del percorso psicologico che ha portato Loki ad essere Loki.

Non so come esprimere a parole ciò che ho in testa, quindi scusatemi se tutto questo vi potrà risultare confuso e senza senso..

Ci sta che io sia di parte (e tanto!) però ho avuto modo di fare una riflessione su questo argomento.
Su come siamo soliti pregiudicare tutti quei personaggi apparentemente “malvagi”.
E tralasciare, spesso, che anche loro convivono con i propri demoni.
E che molto spesso, quei demoni, prendono il sopravvento.

E forse è proprio questo che mi ha fatta innamorata di Loki fin dal primo istante.
Il fatto che in fondo, io e lui, non siamo poi così diversi.
Il sentirsi inadeguati, messi sempre in disparte, non essere ascoltati..
Forse questa è stata la scintilla.
E dopo aver letto questa storia, forse lo amerò ancora di più 💚